oltrarte
Aprile 29, 2008
…PER PIPPA BACCA
Aprile 13, 2008
Firenze 11 04 07
DEDICATO
..a tutti coloro che pieni di buon senso e preoccupazione tardivi
si producono in frasi del tipo;
“ cosa ci è andata a fare? ”
“non poteva starsene a casa?”
“ non è il momento di fare queste cose…”
… a tutti quelli che esprimono così il disagio nei confronti di chi ha pagato con la vita la scelta di fare coincidere l’arte con le proprie scelte e convinzioni, che preferirebbero non ci fosse più la necessità di gesti così coraggiosi o eclatanti, se questo è il prezzo che si deve pagare, per esprimere questi valori,
…a tutte queste persone vorrei ricordare che questi sentimenti sono i primi che salgono nel cuore di chiunque, quando avvengono tragedie come queste,
sono pensieri primari e elementari,
sono sensazioni così condivise e diffuse
da diventare VOLGARI
quando vengono esposte a contatto con l’aria
attraverso parole,
attraverso l’attrito di una penna sulla carta o di dita sulla tastiera.
Sono volgari come un monito mafioso
hanno il suono stridente di un “se l’è cercata, se l’è meritata”,
anche se probabilmente è il mondo che non merita il coraggio di chi fa della fiducia una scelta di vita…
Lo so che il più delle volte non c’è malanimo nella testa e nel cuore di chi esprime questo genere di concetti,
ma quello che offende, chi come me ha ascoltato e letto cose simili a proposito di Pippa Bacca,
è la mancanza di profondità capace di generare una riflessione che vada al di là di quelle semplici considerazioni che si generano spontaneamente anche in un bimbo,
quando viene messo di fronte al fatto che la vita a volte non premia
chi si prende dei rischi,
chi non vuole soltanto vivere a lungo
e comodo…
Sacha
al dolce ricordo di pippa bacca
Aprile 12, 2008
Angela scrive:
Aprile 4, 2008
“Gli alberi fioriranno in dicembre e in gennaio e si spoglieranno in maggio e in giugno…”.La veridicità della seguente affermazione apparentemente assurda, sembra invece essere avvalorata da due possibili tesi: la prima, è di natura scientifica, poichè le mutazioni dei cicli stagionali potrebbero un giorno invertirsi per un principio di causa/effetto legato a questioni climatico atmosferiche; la seconda, potrebbe essere legata sorprendentemente al concetto oggettivo dell’immaginario. Senza necessità di spiegare cosa sia l’immaginazione o la causa di essa, è invece interessante scoprire quanto sia fondamentale e restrittivo l’effetto della parola, o meglio del nome in relazione all’immagine stessa.Sonno, sogno, risveglio. Tre parole, tre attività della mente e del corpo, tre azioni attive.Si è soliti immaginare il sonno come uno stato catatonico di un dormiente, ma si potrebbe considerare anche quello di un individuo sveglio. Nei due stati indistintamente accade qualcosa che li accomuna. Un’idea, un ricordo torna a galla. Il sogno non è altro che l’associazione del ricordo (di un’idea generale) ad idee più complesse (più intime). Il risveglio (o al risveglio) ci si può accorgere di come un’idea ne introduca un’altra inevitabilmente e di quanto sia dubbiosa l’effettiva conclusione del sogno stesso.Queste tre attività non solo sembrano susseguirsi concatenandosi a vicenda, ma sembrano non terminare mai, e ciclicamente riprodursi come per una spinta mimetica, l’unica che tenta di avvicinare la poesia alle arti visive, (la parola all’immagine).Ora, il problema è che si vive di continue illusioni ingestite perchè contaminate prepotentemente da “sirene” (i luoghi comuni dell’Odissea): ovvero il significato delle parole.Lo stesso confine tra realtà e irrealtà è qualcosa di confuso, caotico, come è sempre stato ribadito nel corso della storia. Per quanto ciò possa essere spaventoso, questo rapporto col mondo dell’immaginario è qualcosa che può rendere liberi. Il miracolo, il risveglio è rendersi conto del suo potere e della possibilità di una gestione autonoma e consapevole dei propri sogni.Credere e creare come afferma Gilles Deleuze, filosofo del nostro tempo.Angela
god is a dj….
Aprile 3, 2008
cc