Angela scrive:
Aprile 4, 2008
“Gli alberi fioriranno in dicembre e in gennaio e si spoglieranno in maggio e in giugno…”.La veridicità della seguente affermazione apparentemente assurda, sembra invece essere avvalorata da due possibili tesi: la prima, è di natura scientifica, poichè le mutazioni dei cicli stagionali potrebbero un giorno invertirsi per un principio di causa/effetto legato a questioni climatico atmosferiche; la seconda, potrebbe essere legata sorprendentemente al concetto oggettivo dell’immaginario. Senza necessità di spiegare cosa sia l’immaginazione o la causa di essa, è invece interessante scoprire quanto sia fondamentale e restrittivo l’effetto della parola, o meglio del nome in relazione all’immagine stessa.Sonno, sogno, risveglio. Tre parole, tre attività della mente e del corpo, tre azioni attive.Si è soliti immaginare il sonno come uno stato catatonico di un dormiente, ma si potrebbe considerare anche quello di un individuo sveglio. Nei due stati indistintamente accade qualcosa che li accomuna. Un’idea, un ricordo torna a galla. Il sogno non è altro che l’associazione del ricordo (di un’idea generale) ad idee più complesse (più intime). Il risveglio (o al risveglio) ci si può accorgere di come un’idea ne introduca un’altra inevitabilmente e di quanto sia dubbiosa l’effettiva conclusione del sogno stesso.Queste tre attività non solo sembrano susseguirsi concatenandosi a vicenda, ma sembrano non terminare mai, e ciclicamente riprodursi come per una spinta mimetica, l’unica che tenta di avvicinare la poesia alle arti visive, (la parola all’immagine).Ora, il problema è che si vive di continue illusioni ingestite perchè contaminate prepotentemente da “sirene” (i luoghi comuni dell’Odissea): ovvero il significato delle parole.Lo stesso confine tra realtà e irrealtà è qualcosa di confuso, caotico, come è sempre stato ribadito nel corso della storia. Per quanto ciò possa essere spaventoso, questo rapporto col mondo dell’immaginario è qualcosa che può rendere liberi. Il miracolo, il risveglio è rendersi conto del suo potere e della possibilità di una gestione autonoma e consapevole dei propri sogni.Credere e creare come afferma Gilles Deleuze, filosofo del nostro tempo.Angela
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