prima discutibile bozza del progetto
Marzo 31, 2008
sonno sogno e risveglio si propone due principali obiettivi:
- il primo è quello di organizzare una collettiva articolata in uno spazio esteso a un paio di quartieri del centro storico di firenze, nella fattispecie s. frediano e s. spirito, dove i diversi linguaggi dell’arte tradizionale e contemporanea possano dialogare e interagire fra loro; lo sviluppo di questo progetto prevede quindi la costruzione di una geografia propriamente detta nei luoghi prescelti, e una geografia dei diversi modi con cui la creatività può essere espressa.
- Il secondo obiettivo consiste nello sviluppo di un percorso tematico attraverso il quale si vuole affrontare una riflessione sul ruolo che la creatività (arte) ha nella comprensione, nella descrizione e nella comunicazione del rapporto che l’essere umano, come individuo sociale, ha nei confronti del mondo in cui vive.il percorso si snoderà lungo la descrizione di macro categorie attraverso cui l’uomo elabora tutta una serie di rappresentazioni simboliche tese a determinare la costruzione del senso e del destino della propria individualità e del sistema collettivo della società in cui esiste; il sonno, il sogno e lo stato di veglia definiscono lo spazio psichico nel quale queste categorie si insediano invadendo la coscienza e assumendo l’aspetto di forme concrete.
luoghi:
i luoghi selezionati ad oggi sono:
- palazzo corsini suarez, in via maggio
- cantieri goldoni e il teatro goldoni in via santa mariala
- chiesa dei barnabiti in via sant’agostino
- il giardino e la limonaia dei “nidiaci”, in via dell’ardiglione
- l’ospitale delle rifiorenze in piazza piattellina
- florence dance in borgo stella
oltre a questi macro spazi che ospiteranno i lavori di artisti da tutto il mondo e di vari linguaggi, sonno sogno e risveglio coinvolgerà proprio le botteghe e gli atelier, nonchè le case laboratorio disseminate nelle budella del quartiere in un percorso e in un progetto che comunitario che non venga imposto dall’alto di una istituzione ma che sia partecipato.il percorso si snoderà quindi sul disegno di una mappa che oltre a mettere in contatto le opere con i fruitori, permetta una scoperta del territorio e della gente che lo abita.
durata:
la vita reale di sonno sogno e risveglio sarà di tre giorni.è in questi giorni che verranno allestiti gli spazi e le performance, siano esse musicali, teatrali o altro.è sempre in questi tre giorni che dovrà essere presente la copertura video e fotografica per la costruzione di una documentazione dell’evento.alcuni spazi potranno mantenere l’aspetto di “mostra” per un tempo più lungo, ma l’evento in se stesso, pensato non come una semplice esposizione, ma piuttosto come una meta-performance, si snoderà in questi tre giorni, ognuno dei quali dedicato al sonno, al sogno o al risveglio. continua in: tesi
sonno
Marzo 19, 2008
ho la profonda convinzione che come essere umani viviamo la maggior parte della nostra esistenza in un mondo immaginario. quando dico immaginario, voglio dire che alla maggior parte di quella che noi percepiamo come una vita solida, fatta di azioni motivate da una struttura logica e razionale, associamo, senza esserne consapevoli, tutta una serie di motivazioni che appartengono a una sfera gestita quasi interamente dalla nostra parte più profonda e irrazionaleconcetti come logica, progresso, libertà, democrazia, amore, amicizia, scienza, comunicazione e così via, concetti che non sono per niente marginali nel dare senso e significato a ogni nostra singola azione, si strutturano e prendono un corpo in una parte del nostro io dominato dalla speranza, dalla superstizione, dalla magia.il linguaggio, la parola, è il grande veicolo che sostiene questa illusione che io chiamo sonno.è grazie a questo meraviglioso e ingannevole strumento, infatti, che diamo quella che a noi sembra forma e definizione al caotico mondo di emozioni e pensieri che si agitano come un mare scuro (…che si muove anche di notte e non sta fermo mai..) nella nostra coscienza, ed è sempre grazie a questi codici verbali che otteniamo conferme sulla solidità delle nostre percezioni quando coltiviamo l’illusione di condivisione.com’è intelligente quella persona…la pensa proprio come me…in questa frase è racchiusa la grande illusione della comunicazione…si pensa di aggiungere qualcosa, ma in realtà costruiamo (abbiamo bisogno di ) conferme;non conoscenza, ma tautologia, quindi, non condivisione, ma un esasperata solitudine.la verità è che la maggior parte delle nostre emozioni\pensieri sono talmente soggettivi che la pretesa di credere che una parola, o una frase le possa “contenere”, e che queste possano essere comprese allo stesso modo con la stessa chiarezza con cui si mostrano nella rappresentazione del nostro mondo interiore, fa sorridere chiunque abbia approfondito, con la propria esperienza, la natura dei rapporti fra gli uomini e della filosofia del linguaggio.nella grande marea di parole che usiamo ogni giorno sono rari i momenti in cui si comunica, poche e rare occasioni, per “somiglianze di famiglia”, per dei particolari stati di grazia, come delle anomalie, come una distrazione.paradossalmente si comunica di più nella indeterminatezza del discorso, quando più che le parole lasciamo passare il nostro umore (spirito), con delle metafore (un racconto), con la poesia…la parola, in realtà è una illusione meravigliosa, perchè è uno dei modi più antichi con cui la razza umana ha cominciato a “rappresentarsi” e a rappresentare.nella parola abbiamo cominciato a coltivare l’illusione di conservare la memoria della forma delle cose, siano esse oggetti o esperienze;ma se una pipa dipinta non è una pipa, la parola tazza non è una tazza, e la descrizione di un fatto non racchiude la totalità -di quel fatto, o la complessità con cui quel fatto viene percepito da chi lo ha osservato, nè le conseguenze che quel fatto generano nel corso degli eventi o della storia.la parola è arte nel senso più puro, è suono che genera dentro ognuno di noi emozioni, forme, ricordi, odori, intuizioni, ma genera sonno quando essa diviene ideologia di se stessa, quando viene sopravvalutato il suo peso nella storia, quando prende il posto di ciò che dovrebbe e vorrebbe rappresentare.attraverso il ruolo di “convenzione” di questo strumento si è persa, gradualmente la percezione di quanto la nostra vita sia regolata da sogni, dalla magia, dalla superstizione, si è persa la voglia e la capacità di rappresentare, prima che agli altri a noi stessi, questo mondo irrazionale con modi “altri” e non convenzionali, che siano in grado di restituire all’esistenza la profondità e la varietà di dimensioni che la caratterizzano.è necessario, a mio avviso, uscire dalla gabbia della parola che rinchiude il nostro potere creativo, per non vivere in uno stato di sonno, ovvero una vita basata sul sogno di qualcun altro, nella figura dei padri fondatori del pensiero e delle ideologie e di coloro che ne hanno esasperato talmente i contenuti da averne fatto il primo strumento di potere e di repressione.
piano di lavoro
Marzo 17, 2008
nella riunione di oggi si è discusso di pianificazione del progetto; 1)ideazione
a)descrizione del tema
b)cura dell’evento c)obiettivo
d)geografia dell’evento
e)durata dell’evento
2)organizzazione
a)staff
b)comunicazione
c)presentazione del progetto
d)luoghi
e)durata
f)data
nella giornata di oggi si è discusso dell’opportunità pratica di invitare gruppi di artisti da altre città europee, nella fattispecie si è parlato dell’happen studio di Berlino, http://www.happenstudio.de/ si è parlato anche di suddividere sonno sogno e risveglio in macrocategorie da definire (dio, amore, amicizia, l’utopia sociale, il potere e il denaro)che possono essere rappresentate a gruppi in luoghi specifici, in modo da avere uno spazio che ospiti “media” differenti accomunati da una tematica unica. per ora è tutto
l’omologazione che al fascismo non è riuscita….
Marzo 8, 2008