138 secondi per il progetto di un cartone animato che non ha mai visto la luce ma che ha unito due grandi creatori di mondi immaginari, giusto il tempo di un battito di ciglia…     

http://www.guerrillagardening.it/ Dare un’occhiata per capire quanto è importante e quanto bene può fare considerare il territorio come un bene collettivo di cui noi siamo parte.Per non subirlo.   via: paulthewineguy 

Marzo 29, 2008

Salvador Dalì (scenografie) e Alfred Hitchcock nella scena del “sogno rivelatore” nel film “Io ti salverò”.La voce fuori campo contravviene alla regola del maestro del thriller secondo il quale fare cinema vuol dire fare vedere e non raccontare, per cui suggerisco di togliere il volume durante la visione.      

 

 segnalato da

 http://www.bustlerfactory.com/ 

 

  

 

 

martedì 11 marzo 2008

 

Cristina: le parole che ho trovato…

Innnanzitutto la veglia, che tratta oggetti grevi e ne è consapevole. Quindi nel sogno si è consapevoli di oggetti posti nella nostra interiorità, l’oggettività è di qualità sottile e la luce che delinea gli oggetti non proviene dal sole o dalla luna o dal fuoco, ma è proiettata dalla mente stessa. Infine il sonno, nel quale ogni distinzione cade e si verifica la piena assenza d’ogni moto conoscitivo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 Linda ha detto…
credo che il sogno funzioni un pò come l’inconscio, attraverso lo svicolarsi dal tappo della ragione attraverso un linguaggio, che per sua natura, proprio per “tradire” la dimensione cosciente e raziocinante, deve essere criptico, cifrato e necessariamente artistico, cioè che procede per metafore, che per lor natura, sono ambigue e trasversali… 

17 marzo 2008 4.26

sonno

Marzo 19, 2008

ho la profonda convinzione che come essere umani viviamo la maggior parte della nostra esistenza in un mondo immaginario. quando dico immaginario, voglio dire che alla maggior parte di quella che noi percepiamo come una vita solida, fatta di azioni motivate da una struttura logica e razionale,  associamo, senza esserne consapevoli, tutta una serie di motivazioni che appartengono a una sfera gestita quasi interamente dalla nostra  parte più profonda e irrazionaleconcetti come logica, progresso, libertà, democrazia, amore, amicizia, scienza, comunicazione e così via, concetti che non sono per niente marginali nel dare senso e significato a ogni nostra singola azione, si strutturano e prendono un corpo in una parte del nostro io dominato dalla speranza, dalla superstizione, dalla magia.il linguaggio, la parola, è il grande veicolo che sostiene questa illusione che io chiamo sonno.è grazie a questo meraviglioso e ingannevole strumento, infatti, che diamo quella che a noi sembra forma e definizione  al caotico mondo di emozioni e pensieri che si agitano come un mare scuro (…che si muove anche di notte e non sta fermo mai..) nella nostra coscienza, ed è sempre grazie a questi codici verbali che otteniamo conferme sulla solidità delle nostre percezioni quando coltiviamo l’illusione di condivisione.com’è intelligente quella persona…la pensa proprio come me…in questa frase è racchiusa  la grande illusione della comunicazione…si pensa di aggiungere qualcosa, ma in realtà costruiamo (abbiamo bisogno di ) conferme;non conoscenza, ma tautologia, quindi, non condivisione, ma un esasperata solitudine.la verità è che la maggior parte delle nostre emozioni\pensieri sono talmente soggettivi che la pretesa di credere che una parola, o una frase le possa “contenere”, e che queste possano essere comprese allo stesso modo con la stessa chiarezza con cui si mostrano nella rappresentazione del nostro mondo interiore, fa sorridere chiunque abbia approfondito, con la propria esperienza, la natura dei rapporti fra gli uomini e della filosofia del linguaggio.nella grande marea di parole che usiamo ogni giorno sono rari i momenti in cui si comunica, poche e rare occasioni, per “somiglianze di famiglia”, per dei particolari stati di grazia, come delle anomalie, come una distrazione.paradossalmente si comunica di più nella indeterminatezza del discorso, quando più che le parole lasciamo passare il nostro umore (spirito), con delle metafore (un racconto), con la poesia…la parola, in realtà è una illusione meravigliosa, perchè è uno dei modi più antichi con cui la razza umana ha cominciato a “rappresentarsi” e a rappresentare.nella parola abbiamo cominciato a coltivare l’illusione di conservare la memoria della forma delle cose, siano esse oggetti o esperienze;ma se una pipa dipinta non è una pipa, la parola tazza non è una tazza, e la descrizione di un fatto non racchiude la totalità -di quel fatto, o la complessità con cui quel fatto viene percepito da chi lo ha osservato, nè le conseguenze che quel fatto generano nel corso degli eventi o della storia.la parola è arte nel senso più puro, è suono che genera dentro ognuno di noi emozioni, forme, ricordi, odori, intuizioni, ma genera sonno quando essa diviene ideologia di se stessa, quando viene sopravvalutato il suo peso nella storia, quando prende il posto di ciò che dovrebbe e vorrebbe  rappresentare.attraverso il ruolo di “convenzione” di questo strumento si è persa, gradualmente la percezione di quanto la nostra vita sia regolata da sogni, dalla magia, dalla superstizione, si è persa la voglia e la capacità di rappresentare, prima che agli altri a noi stessi, questo mondo irrazionale con  modi “altri” e non convenzionali, che siano in grado di restituire all’esistenza la profondità e la varietà di dimensioni che la caratterizzano.è necessario, a mio avviso, uscire dalla gabbia della parola che rinchiude il nostro potere creativo, per non vivere in uno stato di sonno, ovvero una vita basata sul sogno di qualcun altro, nella figura dei padri fondatori del pensiero e delle ideologie e di coloro che ne hanno esasperato talmente i contenuti da averne fatto il primo strumento di potere e di repressione.

Suggestioni

Marzo 19, 2008

Ode al sogno, custode di un sonno, del sonno che leggero avvolge e opacizza la società contemporanea.Nella dimensione del sogno, credo si celi la possibilità di accogliere spontaneamente ciò che l’inconscio, nascosto nel buio, grida ad occhi chiusi, e costretto nell’ombra, sussurra alla luce del giorno.Nelle geometrie del sonno, inteso quest’ultimo quale espressione della capacità di adattamento a ritmi sociali e culturali, sono convinta si annidi la facoltà di spingere l’immaginario verso la contaminazione del ricordo.Inneggio al sogno facendo riferimento all’arte, contemplo il sonno alludendo all’immobile, faccio menzione di un’opaca società nel tentativo di “mettere a fuoco” le cause che hanno reso questa “civiltà” icona di un incondizionato consumo di realtà e verità difficili da definire, impossibili da vivere ma facili da servire.Nella contaminazione del ricordo leggo la possibilità di un risveglio.In memoria di un sogno considero l’arte ancora capace di comunicare, appetibile pietanza da CONSUMARE.”Il tempo arresta la sua corsa per trasformarsi nell’occasionale testimonianza di un’azione che determini mutamenti.L’arte sospende lo scorrere delle ore e dei minuti che strutturano le regole del giorno.L’azione determina un’evento, l’evento che l’arte penetra distraendo gli sguardi dalle rigide traiettorie da seguire.La notte con le sue tensioni e i suoi desideri accoglie un happening costellato di idee, incontri e appuntamenti.Le ferite tra mondo reale e mondi possibili si risanano per ristabilire un dialogo e suggerire nuove trame di luoghi, corpi, presenze.”Ode all’arte, dunque, che si vuol dire, all’arte che ci permette di sognare ad alta voce, a quell’arte “magnifica” capace di produrre flussi di pensiero, di ri-generare vita.Questi i temi (immobilità, proazione, azione),il momento (una notte), gli obiettivi (valorizzare un territorio, nutrire le proprie emozioni, creare un occasione di confronto coeso), la geografia (Palazzo Corsini, Cango, Florence Dance School, Chiesa dei Barnabiti, Giardino I Nidiaci…) che mi suggerisce il progetto Sonno Sogno Risveglio.Melisa

reinventare i miti

Marzo 19, 2008

piano di lavoro

Marzo 17, 2008

nella riunione di oggi si è discusso di pianificazione del progetto;  1)ideazione

 a)descrizione del tema

b)cura dell’evento c)obiettivo

d)geografia dell’evento

e)durata dell’evento 

 2)organizzazione

 a)staff 

b)comunicazione

c)presentazione del progetto

d)luoghi

e)durata

f)data 

 nella giornata di oggi si è discusso dell’opportunità pratica di invitare gruppi di artisti da altre città europee, nella fattispecie si è parlato dell’happen studio di Berlino, http://www.happenstudio.de/ si è parlato anche di suddividere  sonno sogno e risveglio in macrocategorie da definire (dio, amore, amicizia, l’utopia sociale, il potere e il denaro)che possono essere rappresentate a gruppi in luoghi specifici, in modo da avere uno spazio che ospiti “media” differenti accomunati  da una tematica unica. per ora è tutto